El Urracaõ

Il DiavoloCosa significa El Urracaõ ?

Urracaõ veniva dalla parola spagnola Urraca, cioè “gazza ladra”, adeguata in portoghese, mentre El in spagnolo significava “il grande” e veniva usato per i personaggi importanti. El Urracaõ quindi significava più o meno “Il grande ladro volante” indica l’astuzia di quel bambino (protagonista), paragonabile solo a quella della gazza.

Esempi specifici nel manoscritto sul diavolo e soprannome di El Urracaõ.

…. I soldi che aveva nascosto in una scatola di sigari sotto l’albero della gazza ladra, nel “nascondiglio del diavolo” ….

…. Jorge conosceva quel posto, lo chiamavano il “nascondiglio del diavolo”. Una piccola isola verde al centro della favela Moro do Fubá, un territorio strappato alla foresta negli ultimi anni che si era velocemente riempito di case abusive e baracche. ….

…. Per via di certe strane credenze, nessuno aveva toccato quel brandello di foresta. Gli abitanti delle case lì intorno, infatti, erano spaventati da alcuni strani fatti che erano accaduti, tanto da convincersi che lì dentro vivesse il diavolo in persona. Più di una volta, era capitato che amuleti e crocifissi, messi alle finestre di vecchi e malati per proteggerli degli spiriti maligni, scomparissero misteriosamente. Poi magari, per puro caso, quei poveracci erano morti la notte seguente, e così la gente aveva iniziato a ricordarsi di aver notato un uccello nero che volava dentro e fuori da quella boscaglia. Lo avevano visto vicino alle case degli ammalati proprio prima che sparissero gli amuleti. Non sapevano che si trattava semplicemente di una gazza ladra, che durante il periodo dell’accoppiamento 7era irresistibilmente attratta da quegli oggetti illuminati dal sole. Di sicuro, però, le sue piume nere scatenarono la loro superstizione. Così iniziarono a dire che doveva trattarsi del diavolo che, durante il giorno, prendeva le sembianze di quell’uccello per volare a cercarsi una vittima a cui venire a rubare l’anima nella notte. In poco tempo l’isola verde diventò così il “nascondiglio del diavolo”. In molti portavano vecchi e ammalati in altri sobborghi lontani, al sicuro a casa di famigliari o amici. E chi non poteva andarsene si proteggeva come riusciva, magari semplicemente fissando con un chiodo gli amuleti e i crocifissi sui davanzali delle finestre. ….

…. Fu lui a dargli quel soprannome che porta ancora oggi, El Urracaõ, o più semplicemente Urra. Infatti a Rodriguez piaceva raccontare storielle ai clienti e iniziò spesso a ripetere quella del piccolo Urra e della gazza. La raccontò per tanto tempo e i clienti, che pensavano fosse una specie di fiaba, gli chiedevano cosa significasse quello strano nome, Urra. Il barbiere allora spiegava che veniva dalla parola spagnola Urraca, cioè “gazza ladra”, adeguata in portoghese, mentre El in spagnolo significava “il grande” e veniva usato per i personaggi importanti. El Urracaõ quindi significava più o meno “Il grande ladro volante” e voleva indicare l’astuzia di quel bambino, paragonabile solo a quella della gazza. ….

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